L’intuizione della comunità

 

 

 

L’INTUIZIONE SPIRITUALE

L’intuizione spirituale è quella di riproporre la vita dei primi missionari del Vangelo, rinvigorendo nel popolo di Dio lo spirito delle prime comunità cristiane, proclamando e testimoniando che:

Gesù è VIA, VERITA’ e VITA!

Non si tratta semplicemente di ripetere qualcosa del passato, ma di rinvigorire nell’oggi la testimonianza cristiana, vivendo la Via come luogo della presenza di Cristo. I passi di Gesù per noi si sono rivelati sulla strada, perciò dire che Gesù è Via significa per noi attestare non solo l’orientamento della nostra vita e la sua sequela ma anche la centralità della strada, non solo come spazio fisico ma come luogo dell’incontro con l’altro e del camminare con l’altro. Perciò ci impegniamo in modo specifico a creare comunità cristiane, centrate sulla Parola di Dio, ben fondante sull’insegnamento della Chiesa e con l’impegno specifico di essere missionarie.

Da qui è nato il movimento laicale con le sue comunità mistiche ed evangelizzatrici, unite dalla Parola e dalla presenza di Cristo. I consacrati sono testimonianza della chiamata radicale alla sequela di Gesù, e accompagnano e supportano il cammino delle comunità dei laici.

 

LO STILE DI VITA

Le nostre giornate sono scandite dalla preghiera, dal lavoro manuale (con il quale provvediamo ai nostri bisogni e siamo in contatto con la creazione), dalla formazione spirituale (fondata sulla Parola di Dio e sull’insegnamento della Chiesa) e dall’annuncio di Gesù, uscendo per la strade e raggiungendo i nuovi pozzi (cf Gv 4,1-42), cioè ovunque si possa intercettare la sete di senso di tanti. Dediti alla nuova evangelizzazione nelle sue svariate forme, viaggiamo anche di totale provvidenza (cf Lc 10,3-9), facendo pellegrinaggi a piedi e in autostop.

Cerchiamo di vivere una povertà radicale, così da poter testimoniare che è Cristo il nostro tutto. Inoltre per mezzo della povertà, che ci rende privi di mezzi, abbiamo la possibilità  di incontrare la gente nella quotidianità. Il nostro stile di vita mendicante ci permette di essere in comunione con gli ultimi e di non dimenticare che Dio stesso è il mendicante di amore che ci cerca incessantemente. Ci impegniamo perciò a considerarci ultimi e a non considerare nulla come nostra proprietà o dominio. Perciò negli Istituti viviamo senza circolo di denaro, per vivere il Vangelo nella sua radicalità e bellezza.

A tale ispirazione è di esempio l’esperienza dei santi Pietro e Paolo per l’amore alla chiesa e lo zelo missionario; di San Francesco d’Assisi che riprodusse la vita povera ed itinerante dei primi discepoli del Signore; e l’esempio di Santa Teresa di Lisieux, capace di tracciare la “piccola via” per seguire il Signore con semplicità e amore confidente anche nelle più piccole cose.

 

 

IL NOSTRO NOME

“Quelli della Via” (cfr At 9,2), come erano chiamati i primi cristiani.

Il Signore ha voluto donarci questo nome per ricordarci che:

– Siamo viandanti, sempre in cammino con Gesù e verso Gesù, che è la Via!

–  Siamo missionari, perciò facciamo nostre le parole di Gesù: “Andate ed annunziate ai miei fratelli” (Mt. 28, 16-20).

 

IL QUARTO VOTO

Oltre ai voti di obbedienza, povertà e castità, il nostro carisma richiede un quarto voto particolare, cioè quello di conformazione a Cristo Verità,  così da servire, annunziare e testimoniare la Verità in tutte le situazioni concrete della vita, memori delle parole di Gesù che ha detto: per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità (Gv 18,37).

Il passo biblico che è stato di slancio verso questa nuova ispirazione è:

“IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA!”  (Gv 14,6).

 

 

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